Apriamo una società all'estero? Si certo, che ci vuole .......

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22/10/2019

Considera questo articolo come riflessione personale. In ogni caso, consideralo come il tuo punto di partenza! Dopo aver letto questo report, infatti, sarai anche tu a conoscenza delle 20 regole di base che ogni imprenditore deve conoscere prima di incorporare la sua società in un Paese estero. Ma ricorda che affidarsi ad un team di professionisti aumenta le tue possibilità di successo, senza nulla togliere alla tua reputazione di Imprenditore.

Ovunque tu voglia aprire la tua società non puoi prescindere da quanto sto per dirti. Se non segui le regole che sto per esporti qui di seguito rischi di mandare a “mare” te e la tua attività per sempre … e per cosa? Per affidarti al primo consulente senza esperienza e senza conoscenza della materia? Fai così: quando la prossima volta ti troverai a parlare con l’ennesimo genio che apre società da qualche parte nel mondo per vivere, fagli leggere questo articolo.

In tanti anni di pratica sul campo insieme al mio team, abbiamo aperto decine di aziende all’Estero. E non si contano le richieste che invece abbiamo ricevuto e riceviamo ogni giorno in merito all’apertura di una società.

“Gabriele, dove posso aprire la mia società? Dove ci sono buone opportunità?

Voglio aprire in Romania, che ne dici?”

Prima anche solo di concepire l’idea di una società, magari offshore, ecco le 20 regole che non puoi permetterti di sottovalutare se vuoi sopravvivere là fuori tra fisco, tasse, banche, clienti, fornitori … e chi più ne ha più ne metta.

 

  1. Cfc rule

La primissima cosa di cui devi accertarti è se il tuo paese di residenza fiscale (e non quello dove vorresti incorporare una società) abbia tra le sue regole anti-abuso la cosiddetta CFC o Controlled Foreign Companies. Si tratta di una norma anti elusione fiscale presente nel 95% dei paesi di tutto il mondo con diverse sfumature ed accezioni. Questa regola può largamente variare da giurisdizione a giurisdizione e con essa i suoi requisiti e la portata delle casistiche cha va ad intercettare. Tu devi sapere che si tratta di una regola secondo la quale il reddito prodotto da una società controllata da te ed incorporata all’estero in un paese con un basso livello di tassazione o che non scambia informazioni potrebbe essere tassato direttamente per trasparenza nel tuo paese di residenza. Come dire, aprire una società all’estero in queste condizioni è completamente inutile. E ti becchi pure le sanzioni.

  1. La tassazione del dividendo in entrata

Quando la società distribuisce il dividendo, lo stesso potrebbe essere tassato (di solito lo è) nel tuo paese di residenza fiscale. Devi controllare due cose:

  • Il trattato contro le doppie imposizioni tra il paese in cui è incorporata la tua società ed il paese in cui tu vivi, il quale trattato (quando esiste) stabilisce se e in che modo la ritenuta d’acconto applicabile dal paese da cui il dividendo proviene può essere ridotta o annullata
  • L’aliquota che il paese in cui vivi applica alla tassazione del dividendo.
  1. Il modello di tassazione del paese in cui hai la residenza fiscale 

Esistono 5 gruppi di paesi nel mondo dal punto di vista della tassazione:

  • Tassazione basata sul criterio della residenza
  • Paesi Non-dom
  • Paesi con Special Tax Schemes
  • Paesi a Tassazione territoriale
  • Paesi con Nessuna Tassazione Diretta
  • Devi sapere a quale gruppo appartiene il paese in cui hai il centro dei tuoi interessi vitali.
  1. Il trattato contro le doppie imposizioni

Se il paese in hai il centro dei tuoi interessi vitali appartiene al primo gruppo (Tassazione basata sul criterio della residenza) e vuoi aprire una società all’estero, controlla il trattato contro le doppie imposizioni (quando esiste) tra il paese in cui è incorporata la tua società ed il paese in cui tu vivi. Così scoprirai dove sarai tassato.

  1. Responsabilità limitata o illimitata

Controlla che la forma sociale del veicolo che vuoi incorporare preveda la responsabilità limitata o meno di tutti quanti soci. Così da capire se una volta aperta la società a “rischiare” contro eventuali creditori è solo la società con il suo patrimonio oppure anche tutti i tuoi beni ed asset personali.

  1. Tassazione per trasparenza

Se la società che vuoi aprire è un partnership (ad esempio una LLC), tipicamente la stessa è tassata “per trasparenza” (così si dice in gergo) in capo al socio, direttamente e senza bisogno che l’utile sia effettivamente distribuito. Accertati di sapere come il paese di tua residenza ed il relativo trattato contro le doppie imposizioni disciplinano un caso del genere. Potrebbero esserci brutte sorprese all’orizzonte per te.

  1. Dividendi o Stipendio?

In linea di massima hai due possibilità di portarti a casa gli utili della tua società incorporata all’estero: tramite la distribuzione del dividendo o tramite l’erogazione regolare di uno stipendio. È necessario controllare, in entrambi i casi, come tassano entrambe le fattispecie sia il paese in cui hai aperto la società sia il paese in cui hai la tua residenza fiscale.

  1. Dividendi Black List 

Se hai incorporato la società in un paese che è considerato “black list”, rischi che il dividendo in entrata (sul tuo conto corrente) sia tassato integralmente e non solo in percentuale e parzialmente (come spesso avviene quando il dividendo proviene invece da un paese white list).

  1. Social Security Contribution

Quando costituisci una società in qualità di socio è molto probabile che tu debba sottostare alle leggi di previdenza sociale del paese di incorporazione della società stessa. È probabile cioè che tu debba pagare i contributi alla corrispondente INPS. È bene accertarsene prima di aprire la società evidentemente e non, come molti fanno, dopo.

  1. L’Imposta sul Valore Aggiunto

Qual è l’aliquota IVA del paese dove apri la società e qual è l’aliquota IVA da applicare sui prodotti o servizi che vendi (tipicamente se fai B2C). L’aliquota IVA infatti condiziona i prezzi dei consumi e delle spese che tu e la tua società dovrà fare in quel determinato paese, soprattutto, i prezzi che andrai a praticare nei confronti della clientela. Senza contare gli obblighi formali e burocratiche che ne derivano, che possono essere a dir poco asfissianti.

  1. Place of effective management & dintorni

Quali sono le regole previste per il consiglio di amministrazione nel paese di incorporazione. Sono regole semplice? Lineari? E’ possibile amministrare la società dall’estero? E con quali conseguenze? È possibile amministrare la società via internet?  Esiste una Camera di Commercio? E quali imposte e/o bolli prevede per la registrazione del veicolo? La redazione del bilancio annuale è obbligatoria? E quanto ti costa?

Sono solo alcune delle domande che devi porti in merito alle regole previste dal diritto societario locale. Se ti affidi a dei consulenti incompetenti o non affidabili sei bello che fregato.

  1. Termini e Condizioni di apertura 

Quali sono i tempi previsti per l’apertura della società? E quali sono i relativi costi. È necessario passare da un notaio? E con quale relativo onorario applicabile? È possibile o obbligatorio avere un partner locale nella compagine aziendale oppure si può evitare?

È possibile aprire la società in remoto comodamente da casa tua oppure devi assolutamente recarti sul posto?

  1. Capitale sociale e deposito iniziale

È buona norma accertarsi non solo dell’ammontare nominale del capitale sociale necessario ed obbligatorio per costituire una società ma anche premurarsi di controllare quanta parte del capitale sociale deve essere obbligatoriamente versata ed immobilizzata presso la banca che ospiterà il relativo conti corrente aziendale. Alcune giurisdizioni non ne prevedono, ama altre possono richiedere per legge versamenti piuttosto elevati. Lo avevi preso in considerazione nei conti che ti sei fatto con i tuoi soci?

  1. Public Register Company

Da direttiva europea (ed indirizzo OCSE) la maggior parte delle giurisdizioni di tutto il mondo – Hong Kong compresa per intenderci – sono alle prese con l’istituzione di un cosiddetto “Public Register Company”. Si tratta di fatto di un registro pubblico in cui iscrivere il nome degli azionisti e/o soci della società. La conseguenza è che chiunque ne abbia voglia può tendenzialmente avere accesso a questo registro perché, come dice il nome stesso, si tratta appunto di un registro “pubblico” e come tale aperto e trasparente a tutti.

  1. I Costi di gestione

Aprire una società costa. E in alcune giurisdizioni molto più che in altre. Non esiste una vera propria media di spesa applicabile ai paesi di tutto il mondo. Ognuno fa un po’ quello che vuole. Si passa dai costi bassissimi dell’Inghilterra alle fee piuttosto corpose di Malta, ecc... A volte, addirittura, i costi di gestione burocratici, amministrativi e contabili potrebbero più che compensare lo stesso risparmio fiscale. Assicurati che il preventivo rilasciato dal tuo consulente (se ne hai uno) sia veritiero e non nasconda sorprese dell’ultima ora.

  1. Il Costo del lavoro

Devi conoscere le leggi del lavoro nel paese in cui assumi un dipendente. Gli obblighi amministrativi e gli oneri in termini di imposte e previdenza potrebbero essere piuttosto elevati. E, in ogni caso, sarà bene per te sapere esattamente quali sono le leggi a tutela del lavoratore una volta assunto e quali sono i rischi nella misura in cui il lavoratore intenda farti causa per un qualsiasi motivo.

  1. La reputazione

Questo è un tassello importantissimo. Puoi costituire la tua società nel paese più bello del mondo in termini di paesaggio e temperatura, nel paese che tassa meno, in quello dove la gestione non costa nulla … ma se la reputazione di quel paese non ti permette di fare affari con il resto del mondo sei rovinato. Sono tantissimi i paesi che hanno una cattiva reputazione ma ciascuno di essi tendenzialmente ha i suoi problemi soltanto con alcuni settori di business. Il che rende la cosa ancora più complicata da controllare. Personalmente ho visto imprenditori perdere contratti milionari per aver incorporato la società in un paese che non era visto di buon occhio dal proprio mercato di riferimento. Si fa sempre in tempo a correre ai ripari. Ma nel frattempo, il danno economico o peggio d’immagine che ne può derivare, te lo porti dietro per un bel pezzo.

  1. Conti Correnti

Controlla non solo che sia possibile aprire un conto corrente aziendale nel paese di incorporazione della società (in alcuni paesi non è più così scontato, pensa alla fine che ha fatto Hong Kong), ma anche se hai bisogno di recarti sul posto o puoi aprire il conto da remoto. Recarsi in certe località può costarti parecchio in termini di tempo e soldi. Fai molta attenzione alle fees e alle commissioni bancarie che in alcuni paesi (penso ad esempio alla Svizzera) possono rappresentare un vero e proprio salasso. Ho visto imprese pagare più di oneri e commissioni bancarie che di tasse …

  1. Servizi di pagamento online

Quali sono i servizi di pagamento online di cui hai necessariamente bisogno per implementare il tuo Business e per farti pagare dai tuoi clienti? PayPal? Stripe? LeuPay? Nella maggior parte dei casi, laddove il conto corrente non sia aperto presso una banca del medesimo paese in cui hai aperto la società, non è possibile utilizzare nessuno degli strumenti di pagamento che ho appena citato. E la frittata è fatta! Come se non bastasse, in alcune giurisdizioni, semplicemente non sono previsti.

  1. Mercato di sbocco 

Verifica quali oneri formali e conseguenze derivano dal tuo mercato di sbocco. Il mercato di sbocco, in gergo aziendale, è semplicemente rappresentato dall’insieme dei paesi dove si trovano i tuoi consumatori, i tuoi clienti finali insomma. Dunque, considerare l’apertura della tua società nel paese in cui si trovano i tuoi clienti finali (o quanto meno in un paese vicino) sicuramente è un riflessione da svolgere in termini di vantaggi e svantaggi logistici. Senza considerare le implicazioni in termini fiscali quali il rischio di determinare la presenza di una stabile organizzazione o di subire ritenute a titolo di imposta sui tuoi servizi al momento del pagamento. È un rischio concreto. Fidati di me. Va’ fatta un’analisi preliminare nella maniera più assoluta per evitare qualsiasi seccatura o, peggio, qualche grana con il fisco locale.

 

Un progetto di internazionalizzazione è complesso ed articolato in più fasi, richiede del tempo e soprattutto investimenti. Sorrido quando un imprenditore ci chiede di voler aprire una società all’estero senza voler investire neanche un euro. O meglio ancora, quando ci chiede di individuare delle opportunità senza neanche volersi alzare dalla propria sedia perché troppo impegnato dal lavoro quotidiano.

Rifletti, noi ci siamo sempre ….

Gabriele Carrozza